Recensioni di libri scritti da donne

Paulina Chiziane: Ballata d’amore al vento

Paulina Chiziane è la prima scrittrice mozambicana ad aver scritto un romanzo ed è oggi considerata una delle autrici africane più importanti di lingua portoghese. Nei suoi testi rivisita gli eventi storici che hanno segnato la storia recente del suo paese, discutendo tematiche centrali del contesto politico e sociale mozambicano: il processo di decolonizzazione, il razzismo, la sottomissione della donna e la poligamia. La letteratura diviene strumento privilegiato per demistificare la visione della donna come oggetto sessuale, vittima silenziosa della violenza e degli appetiti dell’uomo.

“Ballata d’amore al vento” è il primo romanzo di Paulina Chiziane e racconta la storia d’amore tra Sarnau e Mwando, un rapporto travagliato di incontri e separazioni di cui è la stessa Sarnau a delineare la traiettoria rivelando gli eventi responsabili della propria miseria. Mwando, un ex seminarista di religione cristiana, abbandona Sarnau incinta per sposare la donna a lui assegnata dalla famiglia mentre Sarnau è scelta come sposa del re della tribù a cui appartiene. Il destino le riserva un matrimonio poligamico: nonostante la vita di agiatezza, degna di una vera regina, è costretta a condividere il marito con altre cinque mogli e a sopportare le ingiurie e l’invidia delle donne di corte. L’incontro insperato con Mwando precipita gli eventi e da questo momento inizia la discesa sociale di Sarnau verso l’estrema povertà di Mafalala.

Il romanzo alterna una narrazione in prima persona, il flusso di coscienza di Sarnau che osserva a ritroso la propria vita, e una narrazione in terza persona attraverso la quale l’autrice veste i panni di un narratore esterno onnisciente e rivela la vita interiore di Mwando.

Il matrimonio poligamico di Sarnau è il fulcro dell’analisi del ruolo della donna all’interno della tribù di Mambone e il punto di partenza di una riflessione collettiva: la sofferenza e la sottomissione, infatti, sono condizioni esistenziali di ogni donna della comunità. L’esperienza individuale di Sarnau si fa dunque collettiva e questo aspetto risulta particolarmente evidente nel momento della celebrazione del matrimonio, quando le donne invitate offrono consigli per la vita coniugale alla futura sposa:

“Sarnau il tuo uomo è il tuo signore. Se lui, furibondo, aggredirà il tuo corpo, grida di felicità perché ti ama”.

“Gli atteggiamenti degli uomini, i loro capricci, sono più inoffensivi che gli effetti delle onde sul mare calmo”.

“Sarnau, la casa è un mortaio e la donna è un cereale. Come il mais sarai impastata, triturata, torturata, per fare la felicità della famiglia. Come il mais sopporta tutto, perché questo è il prezzo del tuo onore”.

“Saranu, chiudi la tua bocca, nascondi la tua sofferenza quando l’uomo dormirà con la tua sorella più giovane anche in tua presenza, chiudi gli occhi e non piangere perché l’uomo non è stato fatto per una donna sola”.

Paulina Chiziane offre un ritratto molto crudo della poligamia istituzionale e non nasconde la vergogna per il rifiuto che la sposa subisce dinanzi alle altre donne prescelte, non nasconde la violenza inflitta da un marito che non può esimersi dal dimostrare la propria supremazia fisica, che è dominato dall’istinto sessuale ed è accecato dall’orgoglio. L’altra faccia della medaglia, la monogamia, non sembra una strada percorribile: Mwando considera la propria moglie come l’oggetto del proprio desiderio e non le attribuisce una volontà propria mentre il “nido d’amore” della “vita civilizzata”, di cui tanto elogia i pregi, compra le proprie donne e non tollera la pigrizia nello svolgimento dei lavori domestici.

Sarnau è combattuta tra due sistemi familiari incompatibili e non sa quale preferire perché “con la poligamia, con la monogamia o anche solitaria, la vita della donna è sempre difficile”. L’autrice supera la distinzione tra monogamia e poligamia e mostra che la donna rappresenta sempre la parte debole del rapporto. Una particolare attenzione è riservata all’istituto del lobolo, la cerimonia con la quale il futuro sposo offre la dote alla famiglia della sposa. Il lobolo costituisce un momento irrinunciabile del matrimonio poligamico in quanto attribuisce legittimazione al vincolo matrimoniale. Come ha chiarito la stessa autrice, il lobolo non costituisce semplicemente il prezzo di una compravendita che ha come oggetto una donna e la sua capacità procreatrice ma presenta una fortissima componente spirituale: la cerimonia inizia infatti con l’invocazione degli antenati della famiglia della sposa ai quali si chiede di benedire l’unione. L’importanza del richiamo è tale che la sterilità della donna viene spesso ricondotta ad una cerimonia non eseguita correttamente. Mentre l’uomo occidentale guarda solo al prezzo, spiega la Chiziane, è l’aspetto spirituale che costituisce l’elemento imprescindibile dell’istituto e la causa principale del suo forte radicamento nonostante i divieti imposti dallo Stato (Tiago Ribeiro dos Santos “Guerras, mulheres e memórias: entrevista com a escritora Paulina Chiziane” in “Revista Estudos Feministas” v. 26, n. 2, 2018).

La critica dell’autrice non si limita alla poligamia ma è diretta anche al razzismo e alla dominazione portoghese. In questo libro ci sono alcune pagine sulla schiavitù che non si dimenticano: è l’immagine di un colono che guarda soddisfatto alla manodopera nera che trasforma la terra in oro, una terra “concimata col sangue” e “fecondata con carne umana”; è l’immagine di un uomo libero che viene catturato e privato della sua libertà, della sua dignità, della sua umanità; è l’immagine di un nero liberato che disprezza il proprio fratello schiavo. Paulina Chiziane ha raccontato in un’intervista di aver assistito a molte scene di sequestro durante la sua infanzia e di aver temuto per molti anni il contatto con l’uomo bianco. 

“Tu sei stato per me vita, angoscia, incubo. Ho cantato per te ballate d’amore al vento. Per me eri il mare e io il tuo sale”. Il vento richiamato nel titolo è un elemento naturale ricorrente nel romanzo e ciò che scuote gli eventi e il destino dei protagonisti. E così la natura, che non è semplicemente un paesaggio che fa da contorno alle scene ma specchio dei sentimenti dei protagonisti, riflesso dei loro turbamenti e delle loro gioie, e spesso complice e testimone di incontri segreti, di unioni e separazioni. Alla narrazione si alternano momenti ricchi di poesia e descrizioni suggestive.

“Sotterrai il passato” ricorda una Sarnau ormai matura e avanti con l’età. L’invito finale è quello di lasciarsi il passato alle spalle o, in altre parole, di voltare le spalle alle antiche tradizioni che mortificano ed escludono la donna dalla società, che professano l’arroganza e la supremazia maschile al costo di negare la libera espressione del sé e il diritto ad essere felici.

Paulina Chiziane è una figura di scrittrice straordinaria: da donna nera doppiamente discriminata, per il genere e per la razza, la sua letteratura emerge e si diffonde in un contesto dove l’accesso all’istruzione è reso più difficile alla popolazione femminile, anche in epoca successiva all’Indipendenza. 

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