Recensioni di libri scritti da donne

Le personagge sono voci interiori

Il libro “Le personagge sono voci interiori”, pubblicato dalla casa editrice Vita Activa a cura di Gisella Modica, è una raccolta di incontri, straordinari e insoliti, tra una lettrice e un personaggio femminile (qui significativamente indicato con il termine “personaggia”) sotto forma di brevi testi narrativi, di improbabili interviste e dialoghi immaginari.
Il testo riunisce i contributi provenienti dalla compilazione delle schede per il “Dizionario delle Personagge”, un progetto che vede la partecipazione del gruppo SIL (Società Italiana delle Letterate) di Palermo e che si propone di segnalare, su indicazione di attente e avide lettrici, figure femminili della letteratura che sono entrate in risonanza con la dimensione intima e memoriale di chi si appresta alla lettura. Il tema ha trovato poi successive adesioni da parte di gruppi di lavoro e seminari che diffondono il dibattito nelle città di Genova, Trieste, Napoli e Firenze.

Perché il termine “personagge”? È Maria Vittoria Tessitore a proporre l’utilizzo della parola “personagge” al posto dell’espressione “personaggi femminili”. La scelta appare in un primo momento strana e bizzarra, ma a poco a poco il fastidio dinanzi all’utilizzo di un termine che viene percepito come inappropriato diviene esso stesso oggetto di riflessione: ci si interroga, in altre parole, sul perché venga esclusa “la declinazione di genere grammaticale” in relazione alla parola “personaggio”. Sostenere tale possibilità significa affermare l’esistenza di paradigmi femminili nel vasto scenario letterario mondiale e ammettere la loro rilevanza in quanto donne.

Chi sono dunque queste personaggeSono donne di cui abbiamo letto la storia nei libri che le vedono protagoniste e di cui ci siamo innamorate perdutamente; sono donne di cui abbiamo condiviso gioie, aspettative, dolore e paure fino al punto di riconoscerle parte di noi stesse e scoprirle più vitali che mai, non più lettere morte bensì presenze viventi. Le lettrici e i lettori diventano allora narratrici e narratori di nuove storie ed esperienze, dove le personagge rivestono nuovamente i loro ruoli, ne scoprono di nuovi o rivendicano un finale alternativo per la loro storia.
Veniamo così trasportate in un mondo extra-testuale nel quale la lettrice o il lettore “scopre ulteriori passaggi di conoscenza in relazione con l’autrice o con le personagge” e pone in essere un atto di pura invenzione e al contempo di profondo ritrovamento e riconoscimento della propria esperienza individuale e del proprio vissuto.

Così Goliarda Sapienza rilascia un’intervista “inedita” nella quale discute dei temi a lei più cari e rivela tutta la sua natura di donna libera e indipendente offrendo un omaggio toccante alla figura della madre. Il tratto giornalistico lascia poi spazio ad un pezzo teatrale: chi legge viene trasportato in una stanza illuminata da una luce serale soffusa, dove si inscena un colloquio serrato tra l’autrice Maria Messina e la protagonista del suo libro “L’amore negato”, Severa Santi, venuta da un oltretomba di carta a reclamare un destino migliore. Sediamo di nuovo a teatro ad assistere alla perdita straziante del manoscritto di Anna Banti “Artemisia”, e con esso la sua “compagna di tre secoli fa”, scritto durante la guerra e rimasto sepolto tra le macerie dei bombardamenti; ancora, siamo spettatori e spettatrici di un incontro impossibile tra Molly Bloom, protagonista del romanzo “Ulisse” di James Joyce e una calma e rassicurante Virginia Woolf.

Ognuna di queste invenzioni è il riflesso di un sentire interiore, di un’identificazione profonda e completa tra la lettrice e la personaggia e che ora è riconosciuta come parte inscindibile del Sé.
Nadia Setti, ospite ad un Convegno tenuto a Genova sul tema “le personagge” (dal titolo “Io sono molte. L’invenzione delle personagge”), riflette sulle cause che determinano questo “riconoscimento improvviso di un’alterità”, di un’entità altra da me eppure così connessa alla mia singolare esperienza: è la pratica politica di genere a suscitare una rinnovata sensibilità e a stimolare l’azione volta al cambiamento. “La coincidenza del sentire con l’azione”, conclude la Setti, ci inonda di un senso di libertà senza eguali.

Le personagge sono voci interiori” è un libro prezioso sull’importanza della letteratura come strumento di crescita personale e conoscenza di sé: ci ricorda che i personaggi e le personagge di una storia incrociano le nostre esistenze quotidiane, le turbano e le interrogano, lasciando un segno profondo e indelebile nel nostro vissuto. Le personagge parlano anche di noi lettori e lettrici perché, ne sono sicura, all’ombra della loro esistenza, tra le righe di un foglio, sentiamo di poter vivere.

“I personaggi risiedono solo apparentemente nei libri che li hanno concepiti. Essi aspirano piuttosto a vagabondare in ogni senso, a transumare da un immaginario all’altro, a visitare molteplici paesi mentali…Non appartengono a nessuno. Aspettano l’occasione di essere letti, per esistere ulteriormente e sempre in modo diverso…” (Sylvie Germain)

 

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