Recensioni di libri scritti da donne

Manifesto

Manifesto. Nel 2014 la scrittrice e illustratrice Joanna Walsh lanciava su Twitter il progetto #readwomen2014” proponendo la lettura di un maggior numero di libri scritti da donne.
L’invito poco convenzionale della scrittrice prende le mosse da una richiesta:

guarda la tua libreria e dimmi quanti libri sono scritti da donne e quanti sono scritti da uomini; se trovi una disparità, prendi in considerazione la possibilità di essere vittima di una forma di disuguaglianza e di discriminazione.

La campagna ha ottenuto rapidamente una visibilità mondiale, divenendo un punto di riferimento internazionale per la promozione della parità letteraria. La predominanza maschile che aleggiava silenziosa e indisturbata sugli scaffali, suscita ora importanti interrogativi riguardo la mancanza di visibilità della produzione letteraria femminile.

La sottorappresentazione delle donne nella scena letteraria mondiale non è solamente una percezione diffusa, ma trova una piena conferma nell’analisi della presenza femminile tra gli autori premiati da importanti riconoscimenti letterari.
Un articolo pubblicato dalla rivista “Il Librario” presenta un’indagine relativa al sesso dei vincitori dei maggiori premi letterari internazionali nell’arco dell’ultimo trentennio (https://www.illibraio.it/maschilismo-letteratura-uomini-397254/). Dai dati raccolti emerge che solamente 34 donne su 115 uomini hanno vinto dei premi.

  • Nobel: 7 donne su 30
  • Goncourt: 4 donne su 30
  • Booker: 8 donne su 30
  • Strega: 4 donne su 30
  • Pulitzer: 11 donne su 29 (non è stato assegnato nel 2012)

Volgendo lo sguardo al panorama editoriale, è ormai una verità universalmente riconosciuta che le donne leggono di più rispetto agli uomini; a ciò si aggiunga che molti successi editoriali internazionali portano una firma femminile. Alla luce dei limitati riconoscimenti ottenuti dalle scrittrici, si può dire che ai libri scritti dalle donne è riconosciuta la medesima influenza nel panorama letterario?
VIDA, un’organizzazione femminista che analizza la presenza femminile nel panorama letterario, si pone come obiettivo quello di evidenziare le disuguaglianze di genere nel mondo dell’editoria attraverso l’indagine di un’ampia gamma di pubblicazioni di critica letteraria, sia inglese che americana. Il rapporto annuale 2016, rilasciato ad ottobre 2017 , denuncia la presenza di una disparità letteraria ancora consistente.

Le più famose testate giornalistiche:

  • London Review of Books: il 26% degli autori revisionati sono donne; l’82% dei critici sono uomini e solo il 22% degli articoli è firmato da una donna
  • The Times Literary Supplement: il 29% degli autori revisionati sono donne; il 38% dei critici sono donne contro una percentuale maschile del 62%; gli articoli firmati da un uomo sono il 73%
  • The Nation: il 67% degli articoli sono firmati da uomini e il 33% sono firmati da donne; su 107 autori revisionati il 69% sono uomini
  • The New York Reviews of books: il 27% degli autori revisionati sono donne; il 79% dei recensori sono uomini e gli articoli firmati da uomini sono il 75% del totale degli articoli pubblicati

Altre riviste hanno invece registrato una maggiore attenzione alla parità di genere, in risposta alle sollecitazioni di VIDA dello scorso anno, tra cui “The New York Times Book Review” “Granta”, “Harper’s” e “Boston Review”.
L’attenzione di VIDA si rivolge inoltre ad altre voci femminili della letteratura storicamente emarginate, tra le quali vengono ricomprese le scrittrici nere, disabili, omosessuali e le esponenti delle teorie queer (per un maggior approfondimento visita il sito http://www.vidaweb.org/).

Lo scarto numerico che risulta da questi confronti risponde indirettamente alla domanda iniziale: ai libri scritti dalle donne è riconosciuta la medesima influenza nel panorama letterario?

Si sente spesso parlare di “letteratura femminile” o di “letteratura al femminile” e come tale viene classificata la produzione letteraria delle scrittrici. Ma che cosa si intende per letteratura femminile? Quali sono i suoi tratti distintivi? Distintivi rispetto a quale altra forma di letteratura? E sopratutto, esiste una letteratura femminile?
Il dibattito sulla questione è estremamente vario, e altrettanto improduttivo, e in ultima analisi si risolve in un elenco di tematiche, categorie di personaggi e strutture caratteriali che appaiono in molti generi letterari diversi tra di loro. Tralasciando la questione definitoria, tuttora irrisolta, sembra sia un’altra la domanda a cui dare risposta: esiste una letteratura maschile? La risposta scontata ad una domanda non scontata è: no, non esiste nessuna letteratura maschile perché quella è semplicemente letteratura.
Leggiledonne si occupa di letteratura, non di letteratura femminile.

Questo spazio vuole essere un’occasione per recensire libri scritti da donne.
Ora, proporre recensioni di soli libri scritti da donne significa ricadere nel pregiudizio di genere? A chi guarda al solo dato percentuale, il divario tra uomo e donna appare insormontabile. Eppure, è normale che sia quasi sempre l’uomo a fare letteratura, a dire cosa è letteratura e a distinguere cosa non lo è, mentre una presenza femminile totalizzante suscita avversione e disagio, proprio perché inconsueta. La disparità qui sussiste, e qualsiasi argomento che tentasse di negarla finirebbe per essere contraddittorio. Ma risultano altrettanto evidenti le limitate condizioni di visibilità di cui sono vittima le scrittrici. E poiché l’autorevolezza e il riconoscimento si fondano anche su una buona dose di visibilità, Leggiledonne crea un’opportunità per leggere quanti più libri di donne possibili, per discutere e riflettere sulla loro produzione, e sopratutto per ricordarne i nomi, per citare i loro nomi quando ci verrà chiesto di nominare alcune figure influenti del panorama letterario.

La lettura è aperta a tutti, uomini e donne, affinché entrambi possano riappropriarsi di espressioni artistiche che vengono più facilmente ignorate perché faticano a raggiungere la nostra visuale o perché ricevono una tiepida accoglienza.
Solo diffondendo il valore e la qualità delle opere letterarie delle scrittrici potrà realizzarsi compiutamente una parità letteraria. Rebecca Solnit si chiede “quante donne abbiamo perso prima ancora di conoscerle, prima ancora che lasciassero un segno nel mondo?” e invita a creare una società “in cui le storie di tutte e di tutti siano raccontate”.
L’ondata di vero cambiamento inizierà quando la letteratura, veicolo di conoscenza e memoria, darà uguale valore al contributo di tutti. È la forza delle storie, ancora una volta, a lasciare la testimonianza di ciò che è accaduto e a dare il coraggio di condividere le speranze per un futuro migliore.

 

 

SILVIA GASPARONI

L’autrice di queste righe introduttive, nonché dei prossimi articoli, è laureata in giurisprudenza e frequenta un master in editoria presso l’Università di Verona. Dichiara che il contenuto delle recensioni è il prodotto della propria irrefrenabile passione letteraria e che la scelta delle scrittrici è altamente discrezionale e segue il gusto personale o l’interesse del momento.                         Ha più volte affermato di comprare una grande quantità di libri perché la qualità dei testi è una ragione più che sufficiente a giustificarne l’acquisto (utilizzo improprio e reiterato di una citazione di Ruskin).