Recensioni di libri scritti da donne

Nora Ikstena: Il latte della madre

La grande autrice lettone sbarca in Italia col romanzo autobiografico “Il latte della madre”: un rapporto contrastato, complesso e ricco è reso in un gioco di specchi fra due punti di vista. “Ho impiegato molto tempo per scrivere questa storia – ha spiegato la scrittrice nel corso di BookPride18 – ma non ho voluto dare nomi alla mamma e alla figlia perché non volevo raccontare solo la mia esperienza”. Articolo di Leggiledonne apparso su LuciaLibri.it

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Femminismo&fantascienza: Le Guin supera gli immaginari

Bookpride18 ha ospitato un vivace dibattito su femminismo e fantascienza, a partire dall’opera della grande scrittrice statunitense scomparsa di recente. Voci concordi – quelle di Catherine Lacey, Nicoletta Vallorani, Veronica Raimo e Giorgio Raffaelli – nel ribadire l’importanza di quella che talvolta è definita “speculative fiction” e che in Italia fa ancora fatica… Articolo di Leggiledonne apparso su LuciaLibri.it

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Angela Bianchini: Gli oleandri

Esistono ricordi che hanno un profumo, e sono questi, il più delle volte, quelli che ci portiamo appresso. Perché un odore è difficile da togliere e spesso, a nostra insaputa, ci dà la caccia. Gli oleandri di questo libro crescono nei giardini e nelle vie di Roma degli anni Trenta, circondano Villa Borghese e gli antichi palazzi della capitale, e il loro profumo non conosce distanze nella mente della protagonista, emigrata in America per fuggire alla guerra, inguaribile nostalgica di un passato e di un mondo che attendono il suo ritorno.

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Mariolina Venezia:Mille anni che sto qui

“Più i giorni passavano più Candida veniva assorbita dalle sue storie. Il passato e il futuro se la contendevano. Il suo presente si assottigliava sempre di più, come una membrana che stava per rompersi. Mi pare mille anni che sto qui, diceva la mattina, dopo aver preso il caffè”.

La storia di questo romanzo copre l’arco di oltre un secolo e accompagna la neonata Italia dalla sua costituzione fino alla caduta del muro di Berlino. Eppure, sembra siano trascorsi mille anni da quel lontano 1861, quando un rigagnolo d’olio correva tra i vicoli ripidi e stretti di Grottole e le campane suonavano a festa; un fenomeno oscuro e profetico, un presagio di sventura che segna un momento di svolta decisiva nelle vicende della famiglia Falcone.

M. Brennan: Il principio dell’amore

Nell’ufficio di Maeve Brennan, in fondo al corridoio della redazione del New Yorker, c’è una frase scritta a matita su un muro che dice:

“Soltanto ciò che non insegna, ciò che non chiede a gran voce, ciò che non convince, ciò che non accondiscende, ciò che non spiega è irresistibile. Yeats”.

Pare che l’ufficio sia stato trasferito dall’altro lato del palazzo a causa di frequenti episodi di schiamazzi e per traffico illecito e recidivo di bigliettini, infilati furtivamente sotto le porte.

S. Sontag: In America

Come nasce l’idea per una storia? L’ispirazione segue percorsi sconosciuti, ma a volte è la vita reale a fornirci il trampolino di lancio. Susan Sontag racconta di aver ricavato la vicenda alla base del romanzo “In America” sfogliando un libro sul teatro polacco, scelto a caso tra uno scaffale di una libreria di Boston nel 1993. 

Maya Angelou: Io so perché canta l’uccello in gabbia

Sembra incredibile, eppure anche i bianchi portano le mutande esattamente come i neri. Un’affermazione tutt’altro che scontata per Marguerite Johnson, alias Maya Angelou, una bambina afroamericana che subisce la segregazione razziale degli Stati Uniti meridionali degli anni ’30: una segregazione totale e assoluta che pone il dubbio dell’esistenza dell’altro come persona, che fa dubitare che “i bianchi siano veramente veri”. Eppure, questa bambina impaurita e indifesa, a cui mancava il coraggio di esprimersi, è diventata la principale portavoce della cultura afroamericana nel mondo, attivista per i diritti civili dei neri accanto a Martin Luter King e Malcom X, poetessa, scrittrice, sceneggiatrice e nel 2011 insignita da Barack Obama con la “medaglia presidenziale della libertà” (la massima onorificenza americana al valore civile).

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Virginia Woolf: Come leggere un libro?

Riflettendo su alcune idee, i primi abbozzi di quelli che sarebbero poi diventati i concetti chiave di Leggiledonne, mi accorgevo che un pensiero ricorreva con più insistenza di altri. Mi interessava soprattutto mettere in evidenza il valore della lettura e l’importanza del contributo che ognuno di noi è in grado di offrire, in quanto lettrice e lettore, alla comunità in cui viviamo.
Perché non usare le parole di una scrittrice, dunque, in supporto al mio percorso di letture?